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ANNO XXII N.99
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Febbraio 2023
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<articolo livello="Editoriale">
<file>/2023-1/Editoriale MD 99-febbraio 23.pdf</file>
<titolo>Analizzare il mondo digitale nel segno delle intersezioni</titolo>
<autore>Francesca Alessandra Lisi</autore>
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La storia dell’Informatica è punteggiata di numerose figure femminili di colore, già a partire dagli anni ‘50. Particolarmente nota è la vicenda umana ed il contributo scientifico e tecnologico delle “calcolatrici nere” della NASA nelle missioni spaziali che portarono poi nel 1969 il primo uomo sulla Luna. Sono le protagoniste del film Hidden Figures (distribuito in Italia con il titolo Il diritto di contare), ovvero Katherine Johnson, Dorothy Vaughan, e Mary Jackson. La prima divenne persona di fiducia per il calcolo delle traiettorie dei razzi nelle missioni Mercury ed Apollo, la calcolatrice nelle cui mani vi furono le vite dei primi astronauti. Insignita della Presidential Medal of Freedom dal presidente Barack Obama nel 2015 e riconosciuta come role model nelle STEM (si pensi alla sua riproduzione come Barbie da parte della Mattel e come pupazzetto nella serie speciale Lego dedicata agli eroi e alle eroine nelle missioni aerospaziali), al suo nome è intitolato il Computational Research Facility della NASA. Vaughan fu pioniera della programmazione dei primi calcolatori digitali acquisiti dalla NASA per accelerare la corsa allo spazio, salvando il posto di lavoro per se stessa e per le sue colleghe calcolatrici destinate ad essere rimpiazzate dalle macchine. Jackson fu la prima donna nera a diventare ingegnere aeronautico presso la NASA, lavorando nel team diretto dalla Vaughan.
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<file>/2023-1/ARTICOLI/01_Olivetti-Nasa_Patrignani.pdf</file>
<titolo>1968: Olivetti - NASA, una storia da raccontare</titolo>
<autore>Norberto Patrignani</autore>
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Questo articolo parla di una storia vera. La storia dell'uso della Olivetti P101, il primo Personal Computer della storia dell'informatica, alla NASA, l'agenzia spaziale statunitense, nell'ambito del Programma Apollo. Nell'esempio descritto, la Olivetti P101 svolge un ruolo fondamentale nel calcolo delle manovre di cambiamento di orbita e rendez-vous delle navicelle spaziali.
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<file>/2023-1/ARTICOLI/02_AI-automazione_Milani.pdf</file>
<titolo>L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale: dall’automazione del lavoro al condizionamento reciproco</titolo>
<autore>Carlo Milani e Vivien García</autore>
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L’IA affascina e spaventa. Uno spauracchio si aggira per il mondo: il timore che esseri tecnologici intelligenti sostituiranno gli esseri umani in (quasi) tutte le loro attività, a partire dal lavoro. L'IA se ne occuperebbe automaticamente, agendo come un aiutante magico, capace di svolgere qualsiasi compito assegnato. Attingendo alla prospettiva di Gilbert Simondon sull'alienazione tecnica, sosterremo che l'automazione è in realtà il livello più basso possibile di interazione uomo-macchina. L'analisi di Simondon offre un metodo per prendere le distanze sia dalla tecnofobia che dalla tecnofilia, promuovendo una cultura tecnica capace di sviluppare "macchine aperte", caratterizzate da un certo livello di variabilità nel loro funzionamento reciproco con gli umani.
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<file>/2023-1/ARTICOLI/03 A zonzo tra giochi matematici_ Luvison.pdf</file>
<titolo>A zonzo tra giochi matematici e pensiero critico</titolo>
<autore>Angelo Luvison</autore>
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In un quadro complessivo di scarsa alfabetizzazione numerica, i giochi matematici possono fornire utili strumenti introduttivi al pensiero critico e al metodo scientifico per affrontare problemi logici e di probabilità che si presentano quotidianamente nella nostra vita. L’articolo lega insieme lavori precedenti, fornendo un quadro unitario alla scelta dei rompicapi ivi considerati, alcuni paradossali o di soluzione controintuitiva, che, oltre a essere divertenti, consentono di valutare criticamente e quantitativamente situazioni, anche soggettive, legate alla vita reale o quotidiana. Molti casi, per esempio il classico e controverso problema di Monty Hall (o delle tre porte), possono essere affrontati in modo intuivo, o euristico, ricorrendo a semplici calcoli aritmetici.
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Ada e le altre
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(a cura di Francesca Alessandra Lisi)
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<autore></autore>
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<file>/2023-1/RUBRICHE/Rubriche _ La magia invisibile del GPS_Petrocelli.pdf</file>
<titolo>La magia invisibile del GPS. Gladys West e la forma della Terra</titolo>
<autore>Carla Petrocelli</autore>
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Viaggiamo su frazioni significative della superficie terrestre, possiamo raggiungere qualsiasi città, zone impervie di montagna, zone rurali, ma pochi di noi sanno che fu la matematica americana Gladys West a definire un modello geodetico estremamente dettagliato della Terra. Gladys Mae West ha lavorato al Naval Proving Ground (ora Naval Surface Ware Center) in Virginia fino al suo pensionamento. Fu la seconda donna nera e uno dei soli quattro dipendenti neri di quel centro di ricerca. Il suo contributo più significativo fu quello di mettere insieme modelli della forma della Terra usando dati satellitari che le permisero di definire uno schema accurato che sarebbe diventato la base del Global Positioning System (GPS).
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