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ANNO XIX N.88
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Settembre 2020
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<titolo>EDITORIALE</titolo>
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<autore>Viola Schiaffonati (Politecnico di Milano)</autore>
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La riflessione sulle questioni etiche delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione è oggi quanto mai centrale nella nostra società. Da un lato il crescente e progressivo sviluppo tecnologico mira a risolvere vecchi problemi. Dall’altro ne solleva di nuovi, mettendo in discussione l’essenza stessa dell’essere umano e il suo ruolo nel mondo contemporaneo. L’evoluzione rapida e continua delle tecnologie dell’informazione, la loro pervasività in tutte le attività dell’uomo e la criticità crescente dei servizi offerti rendono sempre più importante che gli operatori del settore abbiano piena coscienza delle implicazioni etiche delle loro scelte e decisioni e che la scuola e le associazioni professionali si occupino di questi problemi. Per questo, Rotary International e AICA, con il patrocinio della Fondazione CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) promuovono un concorso per l'assegnazione di premi per tesi di laurea o di dottorato sviluppate nell'area ETIC, Etica e Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione.
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<titolo>PREMIO ETIC</titolo>
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<titolo>Il documento digitale. Una sfida per il futuro. Salvaguardia e digitalizzazione dell’archivio Lamberto Puggelli conservato presso l’Ateneo di Catania</titolo>
<autore>Paolo Giuseppe Caponetto</autore>
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<titolo>Pink Power: Discriminazione di genere nel mondo del giornalismo sportivo e dello sport</titolo>
<autore>Roberta Casagrande</autore>
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<titolo>Implementazione di un web browser basato su eye tracking per la navigazione senza l’uso delle mani</titolo>
<autore>Matteo Casarini</autore>
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<titolo>Blockchain Notary Function to Prevent Cyber-Violence</titolo>
<autore>Edwin Casiraghi</autore>
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<titolo>Alignment Algorithms for Biological and Biomedical Networks Comparison</titolo>
<autore>Marianna Milano</autore>
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<titolo>A framework for privacy risk prediction of sequence data</titolo>
<autore>Francesca Naretto</autore>
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<titolo>Smart Contracts: profili tecnico-giuridici e disciplina codicistica</titolo>
<autore>Carolina Vetere</autore>
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<titolo>Un’infrastruttura software per la gestione e la condivisione dei dati di monitoraggio della qualità dell’aria nella città di Pavia</titolo>
<autore>Luigi Zurlo</autore>
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<titolo>Intelligenza Artificiale: scienza, etica, e nuove sfide</titolo>
<autore>Francesca Rossi (IBM)</autore>
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L’intelligenza artificiale (AI) supporta già gran parte delle nostre attività quotidiane e ci aiuta a prendere decisioni più informate. Il suo punto di forza è la capacità di derivare conoscenza da grandi quantità di dati, e di saper ragionare su tale conoscenza. Questo le permette di essere utile in moltissimi domini applicativi, e di aiutarci a risolvere problemi difficili. Però il suo uso pervasivo e la sua capacità di mettere in atto veloci trasformazioni nella nostra società fanno sorgere alcune domande sul suo impatto sulle nostre vite. L’etica dell’AI mira a sviscerare queste domande e a trovare le migliori soluzioni, sia tecnologiche che non, per mitigare le possibili conseguenze negative di un uso pervasivo dell’AI. La crisi attuale dovuta al COVID-19, che è sia sanitaria, che economica e sociale, deve essere affrontata mettendo al centro scienza e tecnologie come l’AI, che vanno comunque migliorate per poter affrontare le sfide poste da nuove modalità’ di vita e lavoro. Inoltre, va gestita con responsabilità ed etica sia da chi produce tali tecnologie, che da chi le usa, e anche da chi le governa. L’intera società deve capire in modo realistico le capacità, i limiti e i rischi dell’AI, in modo da individuare la traiettoria verso un futuro in cui i valori e i diritti umani vengano rispettati e l’unicità della nostra intelligenza non venga messa in discussione, ma anzi venga amplificata dalla tecnologia.
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<titolo>Assistenti digitali e violazione del diritto alla riservatezza</titolo>
<autore>Giuseppe Mastronardi (Politecnico di Bari)</autore>
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L’attuale scenario della società digitale richiede una maggiore attenzione nell’uso delle diverse tecnologie offerte in modo sempre più pervasivo. Tra gli strumenti digitali, ritenuti oggi quasi indispensabili, vi sono i cosiddetti “assistenti digitali”, applicazioni utili a facilitare l’interazione uomo-macchina, con grandi vantaggi nell’uso di software e apparati complessi. Ma spesso, per poterli utilizzare, dobbiamo rinunciare a una parte della nostra privacy, dovendo dare ai fornitori di queste applicazioni il consenso all’uso dei nostri dati personali e biometrici, ad accedere alla nostra galleria di fotografie e alla posizione aggiornata in cui ci troviamo. Nonostante siamo consapevoli dei rischi in cui potremmo incorrere, non riusciamo più a privarci di questi strumenti che, talvolta, vanno oltre il consentito, poiché acquisiscono scelte, comandi impartiti e conversazioni, proferite in forma scritta o verbale, per poi elaborarli con tecniche di intelligenza artificiale al fine di definire le nostre preferenze e offrirci suggerimenti di ogni tipo. Obiettivo principale di questo articolo è mostrare alcuni elementi dell’attuale contesto di “cultura della virtualità reale” , evidenziandone i possibili rischi in termini di violazione dei più basilari diritti personali alla riservatezza.
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<file>/2020-1/Articolo_breve/MD88_ETIC_Patrignani_Norberto.pdf</file>
<titolo>Verso un codice globale per l’informatica</titolo>
<autore>Norberto Patrignani (Politecnico di Torino)</autore>
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