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ANNO XVIII N.86
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Novembre 2019
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<articolo livello="Editoriale">
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<titolo>Intelligenza artificiale o buonsenso naturale?</titolo>
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<autore>Fabio A. Schreiber</autore>
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Nei primi anni ’70, dopo aver passato tre anni all’Università di Stanford nella fucina di John McCarty, rientrava al Politecnico di Milano un giovane ricercatore brillante ed entusiasta. Sulla porta del suo studio mise uno striscione con la scritta “MP-AI Milan Politechnic Artificial Intelligence Lab”. Il giorno dopo, sulla porta dello studio di fronte, comparve uno striscione con la scritta “Politecnico di Milano – Laboratorio di Intelligenza Naturale”!
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<file>/2019-7/MD86_Ricordo_Giulio_Occhini.pdf</file>
<titolo>RICORDO DI GIULIO OCCHINI</titolo>
<autore>Franco Filippazzi, Gustavo Canti</autore>
<abstract>
Il 17 novembre scorso è mancato Giulio Occhini, a cui si deve la nascita di questa rivista. Ma Mondo Digitale è solo una delle sue tante iniziative. Egli infatti ha dato, in molteplici modi, contributi fondamentali allo sviluppo dell'informatica e della cultura digitale in Italia. Ha svolto infatti ruoli manageriali in importanti aziende italiane del settore, ha tenuto corsi in ambito accademico, è autore di molti articoli e libri sull'informatica.
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<file>/2019-7/Articoli/MD86_01_Sicurezza_del_software.pdf</file>
<titolo>Sicurezza del software: l’approccio linguistico</titolo>
<autore>Gabriele Costa (Scuola Alti Studi IMT di Lucca), Pierpaolo Degano (Università di Pisa), Letterio Galletta (Scuola Alti Studi IMT di Lucca)</autore>
<abstract>
La sicurezza dei sistemi software è di importanza capitale, sia per gli individui che per la società e le sue infrastrutture. È quindi necessario che i programmi che sorreggono le nostre attività siano costruiti in modo da non offrire appigli a chi ci vuole attaccare. Esamineremo brevemente i metodi e gli strumenti tipici dei linguaggi di programmazione che assistono progettisti e programmatori nella realizzazione di componenti software sicure, e le principali tecniche che vengono impiegate per verificare tali proprietà, soprattutto quando il software viene acquisito e non sviluppato ex novo.
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<file>/2019-7/Articoli/MD86_02_Macchine_senza_guidatore.pdf</file>
<titolo>Macchine senza guidatore: considerazioni morali</titolo>
<autore>Maurizio Balistreri (Università degli Studi di Torino)</autore>
<abstract>
I veicoli autonomi sono presentati come il futuro del mondo dei trasporti. Lo sviluppo di macchine intelligenti e senza guidatore pone importanti questioni morali. Queste macchine, ad esempio, potranno avere un giorno rilevanza morale ed avere anche diritti? Inoltre, una macchina capace di risolvere dilemmi può essere considerata un ‘agente’ morale? Infine, queste macchine dovranno essere programmate ad agire moralmente: ma a quali principi morali ed a quali valori vogliamo che esse facciano riferimento?­­
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<articolo livello="LinkArticolo">
<file>/2019-7/Articoli/MD86_03_Come_adottare_le_scale_di_valutazione_in_ambito_forense.pdf</file>
<titolo>Come adottare le scale di valutazione in ambito forense. Quando l’ignoranza scientifica diventa un problema etico</titolo>
<autore>Giuseppe Mastronardi (Politecnico di Bari)</autore>
<abstract>
Per ottenere valutazioni obiettive delle prove di colpevolezza (evidence) in un contesto giudiziario, ove si richiede un risultato in termini di identificazione personale, ottenuto confrontando una caratteristica biometrica (voce, volto, altezza, ecc.), i metodi generalmente utilizzati implicano l'estrazione di parametri che vengono osservati e quindi analizzati alla ricerca di caratteristiche (template) che possono essere codificate e confrontate. Queste valutazioni richiedono interpretazioni statistiche appropriate e indicazioni sia dell'intervallo di precisione dello strumento di acquisizione sia dell'errore intrinseco del metodo di rilevazione utilizzato. Finora, sono state elaborate diverse classificazioni di caratteristiche con pesi diversi, al fine di coprire un valore reale di somiglianza, caratterizzante o individualizzante. Pertanto, diventa importante esprimere una valutazione corretta attraverso un adeguato livello di compatibilità, per rappresentare al meglio la rarità di ogni singola caratteristica.
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<file>/2019-7/Articoli/MD86_04_Tecnologie_digitali_e_manipolazione_del_comportamento.pdf</file>
<titolo>Tecnologie digitali e manipolazione del comportamento</titolo>
<autore>Silvia Crafa e Matteo Rizzo (Università degli Studi di Padova)</autore>
<abstract>
L’odierna e crescente intima relazione uomo-tecnologia ha generato una discussione sempre più approfondita rispetto alle problematiche legate alle modalità di progettazione delle innovazioni tecnologiche. Ciò conferisce implicitamente un importante ruolo sociale ed etico alle software house, che contribuiscono a realizzare prodotti in grado di influenzare il comportamento degli utenti fino ad arrivare a manipolarlo. Tuttavia, questo stesso potere persuasivo rappresenta altresì un potente mezzo per catalizzare comportamenti positivi. In quest’ottica sorge il movimento di “progettazione etica”, finalizzato alla promozione del benessere digitale e alla revisione in senso umano-centrico delle modalità di realizzazione della tecnologia.
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<file>/2019-7/Articoli/MD86_05_Il_business_della_vendita_di_dati.pdf</file>
<titolo>Il business della vendita di dati, pratiche e conseguenze nell’etica sociale</titolo>
<autore>Silvia Crafa e Alessandro Zangari (Università degli Studi di Padova)</autore>
<abstract>
L’abbondanza e la facilità di accesso ad informazioni relative ad entità e utenti del Web e alle loro abitudini, hanno condotto al proliferare di compagnie, note con il nome di data broker, che sfruttano questa ricchezza, raccogliendo ed elaborando tali informazioni per venderle ad altre aziende. La crescente rilevanza che l’utilizzo dei servizi Internet sta assumendo nella società di oggi, unita al progresso degli strumenti di analisi dei big data, rende possibile ai data broker ottenere informazioni sempre più rilevanti, specifiche e sensibili. Si evidenzia dunque la necessità di porre degli obiettivi di trasparenza verso il pubblico, nonché di comprendere le implicazioni etiche dei servizi offerti da queste compagnie.
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<titolo>STORIA DELL’INFORMATICA</titolo>
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<autore></autore>
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<file>/2019-7/Rubrica/MD86_Due_anni_da_ricordare.pdf</file>
<titolo>Due anniversari da ricordare</titolo>
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<autore>Silvio Hénin</autore>
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