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ANNO XVIII N.82
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Maggio 2019
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<articolo livello="Editoriale">
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<titolo>60 or sono…</titolo>
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<autore>Franco Filippazzi</autore>
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Nell’aprile del 1959, alla Fiera Campionaria di Milano venne presentato l’ELEA 9003. E’ un evento da ricordare perché fa parte della storia mondiale dell’informatica;  si tratta infatti del primo computer realizzato interamente a stato solido, messo sul mercato. L’ELEA era il risultato di un progetto iniziato quattro anni prima nel laboratorio che l’Olivetti aveva allo scopo creato a Barbaricina, vicino a Pisa.  Era una iniziativa lungimirante voluta da Adriano Olivetti, anche su suggerimento di Enrico Fermi.
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<file>/2019-3/Articoli/01_MD82_Robotica_e_sviluppo_delle_abilita_sociali_nell_autismo.pdf</file>
<titolo>Robotica e sviluppo delle abilità sociali nell’autismo. Una review critica</titolo>
<autore>Valentina Pennazio (Università di Macerata)</autore>
<abstract>
Il contributo presenta una review della letteratura prodotta negli ultimi 10 anni (2010-2019) sull’impiego della robotica per sviluppare le abilità sociali nella sindrome dello spettro autistico. L’obiettivo dell’analisi è quello di individuare evidenze scientifiche che a partire dagli studi effettuati sull’interazione uomo-robot in generale, e sull’interazione persona con autismo-robot nello specifico, aiutino a comprendere se e come i robot sociali possano essere impiegati per supportare le persone con autismo nello sviluppo della Teoria della Mente (ToM) evidenziandone possibili potenzialità e criticità. Viene presentata l’analisi di 35 contributi significativi in questa prospettiva, posti in relazione tra loro per ricavare riflessioni spendibili nella predisposizione di futuri protocolli di intervento.
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<file>/2019-3/Articoli/02_MD82_Apologia_della_ragione_scientifica–IV.pdf</file>
<titolo>Apologia della ragione scientifica – IV: dilemmi di scelta ed etica dell’IA</titolo>
<autore>Thomas Bassetti (Università di Padova), Angelo Luvison (AICA)</autore>
<abstract>
La scienza e la tecnologia sono due pilastri fondamentali per lo sviluppo di ogni Paese. Dal punto di vista metodologico e operativo, il pensiero critico basato sul ragionamento scientifico fornisce strumenti concettuali adeguati per prendere decisioni in condizioni d’incertezza. Conoscendo e superando i condizionamenti (o bias) cognitivi, la razionalità stessa risulta rafforzata dall’esercizio continuo. L’articolo discute due casi emblematici. Il primo è il paradosso di Newcomb, un esperimento mentale di natura logico-filosofica, riguardante un gioco a due giocatori, uno dei quali è dotato di capacità predittive. La sua soluzione è ricondotta a un semplice calcolo algebrico e probabilistico. Partendo dal problema del carrello, la focalizzazione del secondo caso è sui dilemmi di carattere socio-etico, che le applicazioni dell’intelligenza artificiale (IA) sollevano in modo dirompente, in particolare, per le auto a guida autonoma. Fondamentale è l’assunzione di responsabilità (accountability) da parte dei progettisti di questi sistemi. La tesi di base è che la due culture – l’umanistica e la tecnoscientifica – grazie ai numerosi punti di fertilizzazione reciproca, anziché realtà separate, sono due facce della stessa medaglia: il sapere interdisciplinare. L’interdisciplinarità è componente fondamentale del bagaglio di conoscenze che ogni leader o studioso deve padroneggiare per affrontare l’impegno morale delle sfide poste in essere dalla società digitale.
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<file>/2019-3/Articoli/03_MD82_Mobile_learning.pdf</file>
<titolo>Mobile learning: partire da un’analisi della letteratura esistente per comprendere i fattori che ne possono influenzare l’adozione</titolo>
<autore>Antonio Giardi (Università degli Studi di Siena)</autore>
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L’obiettivo del presente articolo è quello di mettere a disposizione dei ricercatori che si occupano di Information and Communications Technology (ICT), didattica e apprendimento i risultati di una ricerca bibliografica sul mobile learning al 31 dicembre 2016. Partendo dai risultati di questa ricerca sono state analizzate alcune opere di revisione della letteratura. Le conclusioni emerse in tali opere sono state raggruppate in sei categorie, comparate con le conclusioni di altre pubblicazioni che trattavano le stesse tematiche in un’ottica mobile e integrate con alcune considerazioni personali dell’autore, in modo da comprendere i fattori che possono influenzare la decisione di adottare il mobile learning. Il fine conclusivo è quello di contribuire al dibattito in corso sull’innovazione basata sulla tecnologia, al fine di favorire un ulteriore dialogo e uno scambio di conoscenze tra la pratica didattica e la ricerca in materia d’istruzione.
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<file>/2019-3/Rubriche/02_MD82_Per_una_storia_italiana_dell_informatica.pdf</file>
<titolo>STORIA DELL'INFORMATICA</titolo>
<titolo1>Per una storia italiana dell’informatica</titolo1>
<autore>Silvio Hénin</autore>
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<file>/2019-3/Rubriche/01_MD82_Per_un_museo_del_codice_sorgente.pdf</file>
<titolo>PROGETTI</titolo>
<titolo1>Per un museo del codice sorgente</titolo1>
<autore>Stefano Penge</autore>
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<file>/2019-3/Rubriche/03_MD82_Comunity_D-Avengers.pdf</file>
<titolo1>Comunity D-Avengers: una discussione sui grandi temi dell'innovazione</titolo1>
<autore>Gloria Gazzano, Anna Verrini</autore>
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<file>/2019-3/Rubriche/04_MD82_Goal_Quando_il_computer_scende_in_campo.pdf</file>
<titolo>COMPUTER HUMOR</titolo>
<titolo1>Goal! Quando il computer scende in campo</titolo1>
<autore>Franco Filippazzi</autore>
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