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ANNO XVII N.79
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Dicembre 2018
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<articolo livello="Editoriale">
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<autore>Viola Schiaffonati</autore>
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Questo numero, l’ultimo del 2018, prosegue la tradizione inaugurata ormai da qualche anno di un numero speciale, in cui l’informatica costituisce lo spunto per considerazioni culturali ad ampio raggio. In questo numero ci concentriamo, ancora una volta, su un tema generale molto dibattuto, ossia la cosiddetta ‘intelligenza’ delle macchine, ma lo facciamo da una prospettiva specifica. Il tema dell’articolo principale è infatti il calcolo neuromorfico (neuromorphic computing), e in particolare l’approccio alla progettazione di circuiti elettronici che si ispirano al modo in cui il cervello umano elabora informazioni.
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<titolo>Intelligenza Artificiale: l’approccio neuromorfico</titolo>
<autore>Daniele Ielmini (Politecnico di Milano)</autore>
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Il cervello umano è una macchina estremamente complessa, che grazie alla sua architettura e alla modalità di calcolo è in grado di risolvere problemi relativamente ardui in modo veloce e con un esiguo consumo di energia. Ricreare questo tipo di computazione veloce ed energeticamente efficiente è stato per decenni un obiettivo visionario della ricerca. Oggi, questo sogno si va concretizzando sempre più, grazie alla maturità delle tecnologie microelettroniche e ai progressi sul fronte delle reti neurali e neuro-biologiche. In questo lavoro si vuol fare il punto della situazione sull’attuale stato in materia di calcolo neuromorfico. Si ripercorreranno le pietre miliari di questa disciplina e si passeranno in rassegna le principali tecnologie, sia in ambito software, sia soprattutto per quanto riguarda la realizzazione di circuiti hardware in grado di emulare il modo in cui il cervello elabora le informazioni. Si accennerà infine alle sfide attuali, compresa quella di una approfondita conoscenza dei processi cognitivi nel cervello umano, e di come le tecnologie future, i nuovi materiali, e le nuove architetture potrebbero accelerare il passo delle innovazioni in questo affascinante settore tecnologico.
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<file>/2018-6/articoli/02_MD79_Filippazzi_Sul_divano_di_Eliza.pdf</file>
<titolo>Sul divano di Eliza</titolo>
<autore>Franco Filippazzi (AICA)</autore>
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Circa 50 anni or sono, Joseph Weizenbaum, docente di computer science al MIT di Boston, realizzava un programma di nome ELIZA.  È questo il nome della protagonista della famosa commedia “Pigmalione” di G.B. Shaw, in cui l’incolta e rozza fioraia Eliza impara ad esprimersi in modo forbito, così che, alla fine, nessuno è in grado di immaginare le sue vere origini.
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<titolo>I temi trattati dalla rivista nell’anno 2018</titolo>
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<autore></autore>
<autore1></autore1>
<abstract>
Sintesi della evoluzione delle discipline informatiche attraverso i sommari dell’ultima annata della rivista.
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