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ANNO XV N.67
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Dicembre 2016
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<articolo livello="Editoriale">
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<titolo>Le radici concettuali dell'informatica</titolo>
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<autore>Viola Schiaffonati</autore>
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Questo numero, l’ultimo del 2016, prosegue la tradizione inaugurata l’anno scorso di un numero speciale di fine anno che si diversifica dagli altri per i contenuti. Infatti, presenta un solo articolo, però su un tema di grande respiro; e inoltre una sintesi della evoluzione delle discipline  informatiche attraverso i sommari dell’ultima annata della rivista. L’articolo originale che proponiamo quest’anno è firmato da Remo Bodei, filosofo di fama internazionale, che si confronta con il tema della preistoria delle calcolatrici meccaniche in relazione ad alcuni automatismi inconsci del pensiero umano. Le riflessioni proposte rappresentano una premessa alla nascita dell’informatica nel quadro più ampio dell’idea di macchina e della sua storia. Si tratta di una prospettiva diversa da quelle abituali perché mira a ricostruire le radici concettuali – e non solo storiche – dell’informatica, aprendo a riferimenti assai più ampi di quelli solitamente considerati.
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<titolo>Automatismi del pensiero umano e macchine calcolatrici</titolo>
<autore>Remo Bodei (UCLA)</autore>
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Quest’articolo affronta il problema della preistoria delle calcolatrici meccaniche – e marginalmente della ‘memoria’ – in relazione ad alcuni automatismi inconsci del pensiero umano. Questi, descritti da Leibniz quali “pensieri ciechi”, conducono allo sviluppo dei calcolatori meccanici, mentre in Aristotele, Tommaso d’Aquino e Husserl all’analisi della concatenazione spontanea dei pensieri (come nella dimostrazione di un teorema) in cui il soggetto appare come semplice spettatore. Le questioni qui trattate rappresentano una premessa alla nascita dell’informatica nel più ampio quadro dell’idea di macchina e della sua storia.
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<titolo>I temi trattati dalla rivista nell'anno 2016</titolo>
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Sintesi della evoluzione delle discipline informatiche attraverso i sommari dell’ultima annata della rivista.
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<articolo livello="SubLinkGiovani">
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<titolo>TELEVERA<BR/>Divagazioni su computer e informazione</titolo>
<autore>Franco Filippazzi (AICA)</autore>
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“Non mi si venga a parlare dell’obiettività dei mezzi di informazione!” sbottò Alberto mentre “sfogliava” sul video i giornali della sera. La frase era diretta ad Elena, la moglie, che lavorava come giornalista.
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