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ANNO XV N.62
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Febbraio 2016
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<articolo livello="Editoriale">
<file>/2016-1/EDITORIALE.pdf</file>
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1996: un anno da ricordare
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Giulio Occhini (AICA)
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20 anni sono pochi o tanti secondo il punto di vista: guardandoli da quello delle tecnologie digitali è difficile, anche per chi li vive, rendersi conto dei cambiamenti avvenuti. Due indicatori bastano a misurare la trasformazione. Da 35 milioni di utenti Internet, alla metà degli anni 90’ del secolo scorso, siamo oggi passati a 3 miliardi; i telefoni mobili, nello stesso periodo, sono cresciuti da 80 milioni a 5.2 miliardi. La logica che accomuna questi numeri è il ruolo trainante che gli utenti-cittadini hanno via via assunto in un settore che prima era considerato per soli addetti ai lavori. Ed è proprio questa logica che rende importante, per AICA, ma anche per il paese, l’anno 1996. Chi scrive era allora Presidente del CEPIS (Council of European Professional Informatics Societies). Un freddo sabato mattina di fine gennaio di quell’anno, mi ritrovai a Bruxelles, nella sede della Direzione Generale Industria, per illustrare il progetto ECDL che il CEPIS stava mettendo a punto. Il progetto intendeva dare una risposta concreta ad alcune semplici domande: sai usare il computer? sai navigare su internet? sai proteggere i tuoi dati? e così via.  
<BR/><BR/><I>Nella foto: Giulio Occhini, presidente CEPIS, firma il contratto con la Comunità Europea per l’avvio del programma ECDL (Dublino, 1996).</I>
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<file>/2016-1/articoli/01_leredita_di_carl_adam_petri.pdf</file>
<titolo>L’eredità di Carl Adam Petri: dagli automi alla comunicazione</titolo>
<autore>Luca Bernardinello (Università degli Studi di Milano Bicocca), Felice Cardone (Università di Torino), Lucia Pomello (Università degli Studi di Milano Bicocca)</autore>
<abstract>
L’articolo rivisita i fondamenti concettuali della teoria delle reti di Petri, discutendo tra l’altro il contributo cruciale di Anatol Holt al suo sviluppo. L'esposizione punterà soprattutto su alcuni aspetti che sono stati trascurati ma che, a parere degli autori, mantengono ancora oggi un interesse sia culturale sia pratico.  In particolare si discuterà la nozione di “pragmatica formale”, e il ruolo del calcolatore come mezzo per la comunicazione organizzata, che deve accompagnarsi, secondo Petri, a una teoria generale del flusso di informazione.  Si farà cenno anche alle relazioni fra la teoria petriana delle reti e l'apparato formale assiomatico di alcune teorie fisiche, un tema al quale Petri era particolarmente affezionato.
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<file>/2016-1/articoli/02_comprendere_lo_sviluppo_dei_moderni_linguaggi.pdf</file>
<titolo>Comprendere lo sviluppo dei moderni linguaggi di programmazione in chiave evolutiva</titolo>
<autore>Silvia Crafa (Università di Padova)</autore>
<autore1></autore1>
<abstract>
La teoria dell'evoluzione è da tempo utilizzata nell'analisi di sistemi non biologici, come lo sviluppo della tecnologia o dei linguaggi umani. Anche la storia dei linguaggi di programmazione, caratterizzata da veri e propri processi di variazione e selezione, può essere riletta in chiave evolutiva. Senza forzare un'interpretazione darwiniana in un contesto così diverso, in questo articolo useremo con precisione il linguaggio evolutivo biologico e i suoi pattern esplicativi per mettere in luce le diverse dinamiche che entrano in gioco nel processo di sviluppo dei linguaggi di programmazione.
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<file>/2016-1/articoli/03_nativi_digitali_alla_prova.pdf</file>
<titolo>Nativi digitali alla prova: competenze e abilità cognitive degli studenti in rete</titolo>
<autore>Dany Maknouz  (docente di matematica e informatica al liceo scientifico scienze applicate)</autore>
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<abstract>
Partendo dagli esiti di Webtrotter, concorso a squadre sulle competenze di ricerca in rete, organizzato da AICA in collaborazione con MIUR, vengono esaminate le abilità cognitive degli adolescenti rispetto ai nuovi compiti di ricerca avanzata, di elaborazione e rappresentazione dei dati, di valutazione e condivisione etica delle informazioni. Gli esiti di tale indagine vengono intersecati con i rapporti più recenti OCSE e Indire sull’uso della tecnologia negli apprendimenti e sulle competenze di lettura digitale e di matematica ‘computer based’.
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<file>/2016-1/articoli/04_nuovi_metodi_e_strumenti_ICT.pdf</file>
<titolo>Nuovi metodi e strumenti ICT per l’innovazione nelle PMI in rete</titolo>
<autore>Michele Missikoff (CNR)</autore>
<autore1></autore1>
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L’innovazione d’impresa è una delle sfide capaci di garantire una ripresa stabile e duratura. Ma cosa si intende veramente con il termine ‘innovazione’? Questo articolo vuole dare una risposta a due livelli. Il  primo livello, di tipo metodologico, ha l’obiettivo di far luce sulla natura dell’innovazione, offrendo alcuni spunti su una classificazione dei diversi tipi di innovazione, i principali approcci e le modalità con cui si può affrontare un progetto di innovazione. Il secondo livello, più applicativo, presenta in estrema sintesi un framework integrato di supporto all’innovazione nelle reti di PMI, concepito e implementato dal progetto europeo BIVEE (Business Innovation in Virtual Enterprise Environment).
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<titolo>Progetti</titolo>
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<file>/2016-1/rubriche/01_progetti/01_oasis.pdf</file>
<titolo>OASIS: una piattaforma aperta per la federazione di servizi</titolo>
<autore>Claudio Demartini, Bruno Thuillier, Marco Dutoo, Yannick Louvet</autore>
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<file>/2016-1/rubriche/01_progetti/02_il_progetto_viscoso.pdf</file>
<titolo>Il progetto VISCOSO: rilevazione di situazioni critiche nei sistemi sociomateriali attraverso processi di VISione, COgizione e interazione SOciale</titolo>
<autore>Roberta Ferrario</autore>
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<titolo>PROFESSIONE ICT</titolo>
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<file>/2016-1/rubriche/02_professiona_ICT/01_il_sistema_delle_competenze_INAIL.pdf</file>
<titolo>Il sistema delle competenze e la Trasformazione Digitale di INAIL</titolo>
<autore>Flavio Nicola Iodice, Roberto Bellini</autore>
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