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ANNO XIII N.52
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Luglio 2014
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Qualche considerazione sulla ricerca scientifica e su come gestirla
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Fabio A. Schreiber, Politecnico di Milano
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<abstract>
Dovendo pianificare un programma di ricerca avanzata in campo scientifico/tecnico, uno dei problemi principali da affrontare &#232; quello di immaginare quali siano gli argomenti pi&#249; promettenti per una ricerca di base e quali le aree applicative che richiedono un maggiore apporto di tecnologie avanzate. Detto in poche parole, mi sembra che il problema stia in questi termini: mentre la ricerca procede in modo bottom-up, la sua gestione dovrebbe procedere in modo top-down.
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Di fatto, il processo di scoperta scientifica parte dal "nulla" e cerca qualche cosa che precedentemente non si conosceva; il caso ha un posto rilevante nella scoperta scientifica, ma - citando Louis Pasteur - "il caso coglie le menti preparate". Anche la tecnologia si sviluppa spesso lungo direzioni impreviste, anche se in modo pi&#249; "continuo".
<BR/>
In genere, si tende a pensare che le istituzioni accademiche siano la sede per sviluppare la ricerca di base mentre le aziende si occupano di ricerca applicata e finalizzata. In realt&#224; le cose non vanno sempre cos&#236;: il quadro tradizionale monodirezionale, nel quale la scienza &#232; il motore principale della scoperta di conoscenza e del progresso della tecnologia, mentre quest'ultima &#232; solamente utile alla scienza nel fornirle gli strumenti necessari, &#232; diventato bidirezionale in quanto la tecnologia stessa pu&#242; portare alla scoperta scientifica.
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Fin qui per quanto riguarda "scoperta" e "invenzione", ma che cosa si pu&#242; dire sul lato gestionale? Per dimostrare quanto questo sia un lavoro difficile e a rischio di errori madornali ricorrer&#224; ancora alla storia con due casi emblematici: i) la famosa, anche se dubbia, affermazione di Thomas J. Watson Sr., capo di IBM, nel 1943 "penso che ci sia un mercato mondiale per non pi&#249; di cinque calcolatori"; ii) lo sfortunato destino della Divisione Elettronica Olivetti, dove, a cavallo tra gli anni '50 e '60, sono state prodotte alcune macchine con tecnologie molto avanzate per l'epoca e dove fu progettata e prodotta la Programma 101 - il primo personal computer -, che non trov&#242; alcun supporto dalle autorit&#224; politiche ed economiche nazionali.
<BR/>
E' pertanto molto difficile costruire categorie con le quali classificare e valutare a priori il merito delle attivit&#224; di ricerca. D'altra parte, politici e manager devono pur avere degli elementi sui quali potersi basare per finanziare la ricerca, specialmente quando i finanziamenti disponibili sono limitati.
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<file>/2014-4/articoli/01_La nascita della filosofia digitale.pdf</file>
<titolo>La nascita della filosofia digitale</titolo>
<autore>G. O. Longo (Universit&#224; di Trieste), A. Vaccari (Istituto Superiore di Scienze Religiose Firenze)</autore>
<abstract>
Dopo una rassegna storica delle correnti e degli autori principali che hanno contribuito alla nascita della filosofia digitale, si illustrano gli apporti fondamentali di Edward Fredkin, Gregory Chaitin e Stephen Wolfram, che propugnano la visione di una realt&#224; costituita di informazione e animata dalla continua esecuzione di algoritmi, tra i quali sono fondamentali gli automi cellulari. Infine si illustra la nuova immagine dell'universo che scaturisce da questa visione, in cui l'unica legge &#232; la computazione: essa si incarna in un "paradigma pancomputazionale", secondo cui tutto computa, tutto &#232; frutto di computazione e il cosmo stesso &#232; un Grande Computer. 
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<file>/2014-4/articoli/02_Usare i social media in applicazioni predittive.pdf</file>
<titolo>Usare i social media in applicazioni predittive</titolo>
<autore>C. Francalanci, P. Giacomazzi, A. Poli (Politecnico di Milano)</autore>
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Sui social media vengono ogni giorno espresse opinioni su fatti, marchi, persone, prodotti e servizi di ogni tipo. Secondo la teoria della "wisdom of the crowd", l'opinione media di un numero sufficientemente elevato di individui rappresenta una buona approssimazione della realt&#224;. Se l'opinione riguarda il futuro, la media delle opinioni pu&#242; forse essere utilizzata a fini predittivi. La letteratura sul tema e le diverse esperienze fatte in quest'ambito forniscono un interessante quadro delle opportunit&#224; e dei limiti dell'uso del parlato sui canali sociali a fini predittivi, mostrando tuttavia molti risultati sorprendentemente
positivi.
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<file>/2014-4/articoli/03_Archivi digitali per grandi masse di dati.pdf</file>
<titolo>Archivi digitali per grandi masse di dati</titolo>
<autore>G. Dimino (RAI), M. Montenovo (HP)</autore>
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In una societ&#224; nella quale la massima parte dell'informazione nasce ormai digitale, l'archiviazione di dati in forma binaria rappresenta un problema di fondamentale importanza e criticit&#224;.  Delle molte preoccupazioni sollevate sulla durata e garanzia di conservazione delle informazioni digitalizzate, il presente articolo si concentra sulle moderne strategie ed architetture dei grandi sistemi di archiviazione indirizzate, in particolare, ad assicurare la persistenza ed il recupero dell'informazione nel tempo. Attraverso tali tecniche si rende decisamente meno critica la scelta dei supporti di memorizzazione ottimali da sempre considerati il costituente di gran lunga pi&#249; importante delle archiviazioni di lunga durata. Gli archivi multimediali rappresentano in questo panorama un'applicazione particolarmente importante e la loro evoluzione viene approfondita nel corso del presente articolo.
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<file>/2014-4/articoli/04_Smart City.pdf</file>
<titolo>Smart City: tecnologie, architetture e servizi</titolo>
<autore>F. Ferrero, A. Pacifici, A. Vesco (Istituto Superiore Mario Boella)</autore>
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L'Unione Europea intende accelerare il percorso di sviluppo delle citt&#224; verso una prospettiva di triplice sostenibilit&#224; (sociale, economica e ambientale).  Molte opportunit&#224; si presentano nel percorso verso tale obiettivo per le Imprese, la Pubblica Amministrazione, le Universit&#224; ed i Centri di Ricerca. Inoltre le Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (ICT) giocano un ruolo fondamentale per la realizzazione di citt&#224; intelligenti e sostenibili. L'articolo analizza i principali ambiti applicativi delle Smart City, ribadendo la necessit&#224; di un approccio integrato alla pianificazione e gestione urbana.
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<file>/2014-4/articoli/05_Il FORTRAN e i suoi 60 anni.pdf</file>
<titolo>Il FORTRAN e i suoi 60 anni</titolo>
<autore>C. Petrocelli (Universit&#224; degli Studi di Bari Aldo Moro)</autore>
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Il 10 novembre del 1954, IBM divulg&#242; un rapporto intitolato "Specifications for the IBM Mathematical FORmula TRANslating System, FORTRAN" che segn&#242; la nascita di un linguaggio di programmazione ancora oggi utilizzato. A distanza di 60 anni si ripercorrono le tappe della sua diffusione.
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<titolo>ICT: Normative e diritto</titolo>
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<file>/2014-4/rubriche/Nuovo impulso per la sicurezza.pdf</file>
<titolo>Nuovo impulso per la sicurezza delle informazioni con la revisione delle norme</titolo>
<autore>A. Piva, A. Rampazzo</autore>
<autore1></autore1>
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